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La Milano del basket ha una squadra da amare - 11 febbraio

La Milano del basket ha finalmente una squadra da amare. L'ennesima conferma è arrivata dalla larga vittoria ottenuta dalla Pippo contro la Skipper Bologna, al momento attardata in classifica, ma comunque una grande del nostro campionato. La banda di Caja ha dominato per quasi tutti i 40': mostrando un'eccezionale intensità sia in attacco che in difesa, oltre ad una ferocia e una determinazione che hanno annullato il gap tecnico e fisico rispetto ai rivali.

Sin dalla prima palla a due, si è visto che i biancorossi volevano a tutti i costi la vittoria. Una vittoria contro una bolognese che Milano attendeva da alcuni anni. I timori, in casa Pippo, risiedevano per lo più sulla differenza di chili e centimetri tra i due organici, in particolar modo sotto canestro. Invece Warren Kidd, aiutato da Rancik e Vannuzzo, è riuscito a ribaltare completamente il confronto, risultando quasi immarcabile in attacco e contenendo gli avversari in difesa. Infatti il momento peggiore per Milano è iniziato una volta toccato il massimo vantaggio (+21 a metà del 3° periodo) ed il contemporaneo quarto fallo del gattone. Caja ha gettato nella mischia Alberti, ma il centro biancorosso, in giornata assolutamente negativa, ha agevolato lo sforzo bolognese di rientrare in partita. Solo con il margine ridotto a 6 punti, nel quarto periodo, il tecnico milanese ha voluto rischiare il suo pivot titolare: ed ha avuto ragione. La squadra ha ritrovato sicurezza ed è riuscita a riprendere in mano l'inerzia della gara, chiusa, poi, con ampio margine. La chiave del successo della Pippo non è stata solo la prestazione di Kidd. Molti sono stati i mattoni che hanno contribuito alla costruzione della vittoria. Da sottolineare la prova di un ritrovato Sconochini, che, non ancora al meglio come gambe (1/7 nelle bombe, con molte conclusioni sul primo ferro), ha vinto il confronto diretto con il connazionale Delfino e, soprattutto, ha avuto l'intelligenza di trovare falli, e quindi punti dalla lunetta, in un momento in cui l'attacco milanese non aveva sbocchi. Niccolai si è ripetuto sui livelli della gara di Fabriano e finalmente Caja sembra deciso a dargli lo spazio che si merita. Il buon Nick ha sparato triple fondamentali, ma ha lavorato alla grande anche in difesa. Ancora una prova concreta di Rancik, miglioratissimo come mentalità in questa annata, mentre per Coldebella non esistono più aggettivi, risultando in ogni gara leader e collante di tutto il gruppo. Chiudiamo con Naumoski, che, frenato dalla grande difesa di gambe di Basile, ha avuto l'umiltà di mettersi al servizio della squadra per 3/4 di gara, per poi emergere negli ultimi 10', risultando decisivo nel respingere l'ultimo assalto bolognese. 

Pietro Guadagno

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