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4 Indiscreto
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Shevchenko può salvarsi con Tomasson o con l'Inter
- 19 marzo
Nonostante la maggior parte dei media non ecceda volutamente nei toni, è chiaro che in casa Milan ci sia un caso Shevchenko. Probabilmente, con un'altra squadra protagonista, i comportamenti sarebbero diversi. Ma questo è un altro argomento...
L'ucraino, più volte relegato in panchina nel corso di una stagione comunque condizionata dagli infortuni, anche a Reggio Calabria ha disputato soltanto una parte del secondo tempo e prima di lui, nel tentativo vano di sbloccare il risultato, è entrato in campo Tomasson. L'ultima esclusione è sembrata quasi una punizione dopo la prova fumosa di Madrid, come se le colpe della figuraccia in terra iberica fossero state ascrivibili soltanto alla punta e non all'intera squadra, scesa in campo assolutamente demotivata in tutti i suoi elementi.
L'insoddisfazione di Schevchenko è evidente. I rapporti con Ancelotti sono freddi da tempo. E questo non fa che peggiorare la situazione. Il bomber rossonero è uno dei tanti giocatori che deve sentire fiducia intorno a sé per rendere al meglio. Dall'inizio della stagione, invece, la sua figura all'interno delle gerarchie di spogliatoio è progressivamente retrocessa in secondo piano, adesso forse in terzo. La stella della squadra, il grande finalizzatore, l'elemento per cui viene sviluppato il gioco è solo Filippo Inzaghi.
Siamo del parere che la convivenza tra Sheva e Pippo sia difficile. Pur essendo una prima ed una seconda punta, entrambi sono abituati ad avere la squadra che gioca per loro. Entrambi grandi finalizzatori, non sono abituati a mettersi al servizio di un compagno. Per poter coesistere, è stato l'ucraino a doversi adeguare al gioco del partner. Tecnicamente più dotato, Sheva è stato spesso decentrato sulla destra (zona scoperta nello scacchiere rossonero), dove avrebbe dovuto produrre gioco per il compagno e sacrificarsi anche in un lavoro di raccordo tra centrocampo e attacco. Un lavoro che Inzaghi, assai più limitato tecnicamente, mai avrebbe potuto svolgere. L'attaccante della Dinamo Kiev, mostrando dedizione e spirito di sacrficio, si è adattato alle esigenze della squadra. Fatalmente, però, questo dispendio di energie ha inciso sulla sua vena realizzativa, crollata in modo vertiginoso leggendo le cifre di questa stagione. Ma in una squadra in cui i gol su azione dei centrocampisti sono solo episodi è ingiusto affibbiare le colpe dell'abulia offenisiva al solo Shevchenko. Quindi le critiche e la mancanza di fiducia hanno ulteriormente peggiorato la situazione.
Come non ricordare che una delle migliori esibizioni del Milan e di Sheva in questa annata è stata la sfida di San Siro contro il Real Madrid. L'ucraino, schierato da unica punta, con Inzaghi in panchina, ha tenuto in scacco tutta le difesa spagnola e il suo gol ha deciso la sfida. Nelle prime due stagioni italiane, Schevchenko ha siglato 48 gol (24 nella sua prima stagione, secondo solo a Ronaldo come debuttante in serie A), mascherando in più occasioni i difetti di un Milan assai diverso da quello versione 2002/03. All'epoca in panchina c'era Zaccheroni e la sua abilità era stata quella di riciclare Bierhoff come centravanti-boa al servizio dell'ucraino e non più terminale di gioco.
Forse basterebbe questo per rivedere il vecchio Sheva, provandolo. Magari, in tandem con Tomasson. L'ultima parte della stagione deciderà molto del Milan della prossima stagione. In caso di insuccesso su tutti i fronti, la panchina di Ancelotti non sarebbe più così salda. Ma se l'attuale tecnico rossonero fosse confermato, difficilmente avrà tra i suoi giocatori il bomber ucraino.
E allora lanciamo una provocazione: proponiamo uno scambio Sheva-Vieri. Il rossonero, cambiando sponda del Naviglio, troverebbe una squadra pronta ad adattarsi al suo gioco, dove Crespo, come ha già fatto quest'anno con Bobo, potrebbe mettersi al suo servizio. Il nerazzurro, invece, giocherebbe finalmente con il suo amico del cuore Inzaghi. Galliani sarebbe contento per l'acquisto di un altro campione affermato e non il solito giovane da crescere. La convivenza dei due? Un problema superabile.
Intanto, dopo l'assenza forzata con il Borussia Dortmund, Shevchenko spera di essere titolare sabato sera contro la Juventus. Partita che potrebbe dire una parola definitiva sul futuro di diverse persone, non solo sul suo.
Pietro Guadagno |
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